Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha pubblicato la versione definitiva delle nuove Norme di comportamento degli organi di controllo degli enti del Terzo settore, che aggiornano e rivedono il documento precedentemente diffuso nel dicembre 2020.

Queste disposizioni contribuiscono a definire le best practice che il Consiglio nazionale mette a disposizione dei propri iscritti, con l’obiettivo di consentire loro di esercitare il proprio mandato in modo da tutelare tutte le parti coinvolte. In quest’ottica, le norme delineano principi di natura deontologica rivolti ai commercialisti, pur potendo essere adottate anche da tutti i professionisti — e non professionisti — che fanno parte dell’organo di controllo degli enti del Terzo settore.

I Principi e Criteri direttivi delle Norme prendono a riferimento quelli previsti per il collegio sindacale delle società non quotate, dal momento che le funzioni assegnate all’organo di controllo dall’art. 30 del Codice del Terzo settore richiamano quelle di vigilanza disciplinate dall’art. 2403 c.c. Il ruolo negli ETS risulta tuttavia più esteso: oltre al controllo sul corretto adempimento degli obblighi, è necessario assicurare che l’attività dell’ente sia concretamente orientata al perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Tra le principali novità si segnalano l’introduzione di disposizioni in materia di assemblee totalitarie, i controlli collegati al whistleblowing e una norma specificamente dedicata ai controlli sulle Associazioni di promozione sociale (APS) e sulle Organizzazioni di volontariato (OdV).

La normativa del Terzo settore attribuisce all’organo di controllo compiti “aggiuntivi” che si rendono necessari, da un lato, per verificare che gli adempimenti specificamente richiesti vengano correttamente rispettati e, dall’altro, per garantire — nei limiti delle funzioni attribuite e per quanto possibile — che l’ente persegua davvero finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Con riguardo a tali attività di controllo, le Norme individuano i comportamenti da seguire attingendo in parte, per analogia, alle best practice applicabili a livello nazionale e internazionale, opportunamente adattate, e in parte traendo ispirazione dalle prassi operative già esistenti.

In ogni caso, le Norme costituiscono un corpus normativo autonomo, strutturato su principi di carattere generale (principles based), che in quanto tale richiede un’applicazione ragionata alle singole situazioni concrete, tenendo conto delle specificità dell’ente e delle problematiche di volta in volta affrontate dal professionista.

Il testo finale incorpora anche alcune integrazioni puntuali derivanti dalle osservazioni ricevute durante il periodo di pubblica consultazione — conclusosi il 28 gennaio 2026 — e dagli ulteriori approfondimenti condotti, ed è stato inoltre rivisto per recepire le disposizioni vigenti e l’evoluzione della prassi nei controlli sia delle società sia degli ETS.

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